TARI

INFORMAZIONI GENERALI

La legge n. 147 del 27 dicembre 2013 ( legge di stabilità per il 2014), ha introdotto la  IUC (Imposta Unica Comunale) che si basa su due presupposti impositivi; uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore  e l’altro collegato all’erogazione di servizi comunali.

La IUC si compone come segue :

IMU, imposta municipale propria, di natura patrimoniale dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali (tranne le categorie A1, A8, A9) e relative pertinenze;

TASI, tributo per i servizi indivisibili a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile;

TARI, destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti a carico dell’utilizzatore dell’immobile.

Le informazioni che seguono, riguardano l’applicazione della TARI –  anno 2014 

 

CHI DEVE PAGARE L’IMPOSTA

Il tributo comunale sui rifiuti è destinato a coprire integralmente i costi di investimento e di esercizio relativi al servizio, ad esclusione dei costi relativi ai rifiuti speciali al cui smaltimento provvedono a proprie spese i relativi produttori comprovandone l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.

La gestione dei rifiuti urbani comprende la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati e costituisce un servizio di pubblico interesse, svolto in regime di privativa sull’intero territorio comunale.

Il presupposto della TARI è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Si considerano suscettibili di produrre rifiuti urbani i locali e le aree utilizzabili a qualunque scopo li renda idonei ad accogliere attività che anche solo potenzialmente generano produzione di rifiuti, indipendentemente che gli stessi siano o meno di fatto utilizzati.

Si intendono per:

  1. locali, le strutture e le costruzioni stabilmente infisse al suolo o nel suolo chiuse o chiudibili almeno su tre lati anche se non conformi alle disposizioni urbanistico-edilizie;
  2. aree scoperte, sia le superfici prive di edifici o di strutture edilizie, sia gli spazi circoscritti che non costituiscono locale, come, balconi, terrazze, campeggi, dancing e cinema all’aperto, parcheggi;
  3. utenze domestiche, le superfici adibite a civile abitazione e relative pertinenze anche se censite al catasto urbano con mappale o subalterno diverso dall’abitazione, per ciascuna delle categorie catastali C/2 – C/6 – C/7, chiuse o chiudibili su tre lati;
  4. utenze non domestiche, le restanti superfici, tra cui le comunità, le attività commerciali, artigianali, industriali, professionali e le attività produttive e di servizi in genere.

La presenza di arredo oppure l’attivazione anche di uno solo dei pubblici servizi non centralizzati di erogazione idrica, elettrica, calore, gas, costituiscono presunzione semplice dell’occupazione o conduzione dell’immobile e della conseguente attitudine alla produzione di rifiuti. Per le utenze non domestiche la medesima presunzione è integrata altresì dal rilascio da parte degli enti competenti, anche in forma tacita, di atti assentivi o autorizzativi per l’esercizio di attività nell’immobile o da dichiarazione rilasciata dal titolare a pubbliche autorità.

La mancata utilizzazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati o l’interruzione temporanea dello stesso non comportano esonero o riduzione del tributo.

L’obbligazione tributaria decorre dal giorno in cui ha avuto inizio l’occupazione, la detenzione o il possesso dei locali ed aree, oppure è variata o modificata e sussiste sino al giorno in cui ne è cessata l’utilizzazione, purché debitamente e tempestivamente dichiarata.

In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria.

In caso di detenzione temporanea di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, il tributo è dovuto soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, superficie.

Nel caso di locali in multiproprietà e di centri commerciali integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni è responsabile del versamento del tributo dovuto per i locali ed aree scoperte di uso comune e per i locali ed aree scoperte in uso esclusivo ai singoli possessori o detentori, fermi restando nei confronti di questi ultimi, gli altri obblighi o diritti derivanti dal rapporto tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo.

 

BASE IMPONIBILE

La base imponibile è costituita dalla superficie dei locali e delle aree scoperte.

La superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano assoggettabile alla TARI è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati. Per le altre unità immobiliari la superficie assoggettabile al tributo è costituita da quella calpestabile dei locali e delle aree suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati, misurata al filo interno dei muri, con esclusione di quella parte con altezza minima di m. 1,80. Per le aree scoperte la superficie viene determinata sul perimetro interno delle stesse, al netto di eventuali costruzioni in esse comprese.

Per le utenze domestiche non è assoggettabile al tributo la superficie dei locali con altezza inferiore ad 1,80 metri.

La superficie complessiva è arrotondata al metro quadro superiore se la parte decimale è maggiore di 0,50; in caso contrario al metro quadro inferiore.

La superficie dei locali o delle aree tassabili è desunta dalla planimetria catastale o da altra analoga documentazione, ovvero da misurazione diretta.

Per i distributori di carburante sono di regola soggetti a tariffa i locali, nonché l’area della proiezione al suolo della pensilina ovvero, in mancanza, la superficie delle aree scoperte adiacenti gli impianti di erogazione per una superficie convenzionale calcolata applicando una distanza di 3 metri lineari dall’erogatore su ciascun lato.

Ai fini dell’applicazione del tributo si considerano le superfici dichiarate o accertate ai fini della Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani di cui al decreto legislativo 13 novembre 1993, n. 507 (TARSU)o della tariffa di igiene ambientale prevista dall’articolo 49 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (TIA 1) o dall’articolo 238 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (TIA 2) o del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES).

Nella determinazione della superficie assoggettabile al tributo non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori, a condizione che ne dimostrino l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.

Relativamente alle utenze non domestiche, qualora sia documentata una contestuale produzione di rifiuti urbani o assimilati e di rifiuti speciali non assimilati o di sostanze comunque non conferibili al pubblico servizio, ma non sia obiettivamente possibile o sia sommamente difficoltoso individuare le superfici escluse da tributo, in quanto le operazioni relative non sono esattamente localizzate, la superficie imponibile è calcolata forfetariamente, applicando alla superficie complessiva una riduzione pari al 10%.

Per fruire dell’esclusione prevista dai commi precedenti, gli interessati devono:

  1. indicare nella denuncia originaria o di variazione, il ramo di attività e la sua classificazione (industriale, artigianale, commerciale, di servizio, ecc.), nonché le superfici di formazione dei rifiuti o sostanze, indicandone l’uso e le tipologie di rifiuti prodotti (urbani, assimilati agli urbani, speciali, pericolosi, sostanze escluse dalla normativa sui rifiuti) distinti per codice CER;
  2. presentare entro il termine di presentazione della denuncia, la documentazione attestante lo smaltimento presso imprese a ciò abilitate

In caso di mancata indicazione in denuncia delle superfici produttive di rifiuti speciali, l’esclusione di cui al comma precedente non potrà avere effetto fino al giorno in cui non venga presentata la relativa dichiarazione.

 

ESCLUSIONI

Sono escluse dalla tassazione i locali e le aree non suscettibili di produrre rifiuti urbani ed assimilati o che non comportano la produzione di rifiuti in misura apprezzabile per la loro natura o per il particolare uso cui sono stabilmente destinati, o perché risultino in obiettive condizioni di non utilizzabilità di cui all’art. 8 del Regolamento TARI.

Sono esclusi dalla tassazione per apposita disposizione di legge:

a) le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative;

b) le aree comuni condominiali di cui all’articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate in via esclusiva come androni, scale, ascensori, stenditoi o altri luoghi di passaggio o di utilizzo comune tra i condomini;

c) le istituzioni scolastiche statali, per le quali continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all’articolo 33-bis del D.L. 31 dicembre 2007, n. 248 e s.m.i. La somma attribuita al Comune ai sensi del predetto articolo è sottratta dal costo che deve essere coperto con il tributo.

Sono esclusi dalla tassazione per impossibilità di individuazione tra soggetto attivo e passivo, gli stabili e relative aree, adibite ad uffici comunali e tutti gli altri in cui hanno sede uffici o servizi pubblici alle cui spese di funzionamento, per disposizione di legge, è tenuto a provvedere obbligatoriamente il Comune.

Ulteriori esclusioni dal tributo, sono previste agli articoli 8 e 9 del Regolamento TARI.

 

RIDUZIONI

1. La tariffa si applica in misura ridotta, nella quota fissa e nella quota variabile, alle utenze domestiche che si trovano nelle  seguenti condizioni:

  1. abitazioni occupate da soggetti che risiedano o abbiano la dimora, per più di sei mesi all’anno, all’estero: riduzione del 30 %
  2. fabbricati rurali ad uso abitativo: riduzione del 30 %.

Le riduzioni di cui al comma precedente si applicano dalla data di effettiva sussistenza delle condizioni di fruizione se debitamente dichiarate e documentate nei termini di presentazione della dichiarazione iniziale o di variazione o, in mancanza, dalla data di presentazione della relativa dichiarazione.

Le riduzioni di cui al presente articolo cessano di operare alla data in cui ne vengono meno le condizioni di fruizione, anche in mancanza della relativa dichiarazione.

2. La tariffa si applica in misura ridotta al 70%, nella parte fissa e nella parte variabile, con riferimento ai locali diversi dalle abitazioni ed aree scoperte, adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente, purché non superiore a 183 giorni nell’anno solare.

La predetta riduzione si applica se le condizioni di cui al primo comma risultano da licenza o atto assentivo rilasciato dai competenti organi per l’esercizio dell’attività o da dichiarazione rilasciata dal titolare a pubbliche autorità.

3. La tariffa dovuta dalle utenze non domestiche può essere ridotta a consuntivo in proporzione alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero nell’anno di riferimento, mediante specifica attestazione rilasciata dall’impresa, a ciò abilitata, che ha effettuato l’attività di recupero.

Per «recupero» si intende, ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett. t), del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, una qualsiasi operazione il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile, sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere una particolare funzione o di prepararli ad assolvere tale funzione, all’interno dell’impianto o nell’economia in generale.

Il tributo non è dovuto in relazione alle quantità di rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato al recupero. Al fine di determinare la superficie su cui si generano tali rifiuti occorre rapportare la quantità documentata di rifiuti assimilati avviata al recupero alla quantità presunta mediante coefficiente di produttività medio per tipologia di Comune, indicata con Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158; la formula da applicare è la seguente:

Se = Stot * Qavv / Qtot (Kd)

dove:

Se = superficie esclusa perché produttiva di rifiuti assimilati avviati al recupero

Stot = superficie totale

Qavv = quantità documentata di rifiuti assimilati avviata al recupero

Qtot (Kd) = quantità stimata mediante coefficiente di produttività indicato dal D.P.R. 158/1999.

La riduzione deve essere richiesta annualmente dall’interessato, compilando l’apposito modulo entro la data di presentazione della denuncia, consegnando la documentazione indicata nel modulo stesso. La riduzione opera di regola mediante compensazione alla prima scadenza utile.

4. La tariffa è dovuta per intero nelle zone rientranti nel perimetro di raccolta definito nel regolamento per la gestione dei rifiuti urbani ed assimilati ed altresì nelle zone non comprese nei limiti del perimetro di raccolta obbligatoria, quando il servizio è di fatto effettuato.

Fermo restando che in ottemperanza del divieto di disperdere rifiuti nell’ambiente i contribuenti che rientrino in zone non servite devono conferire i rifiuti nel punto di raccolta più vicino, per i locali e le aree situate fuori dal perimetro di raccolta la tariffa è dovuta nella misura del 30%.Tale riduzione non si applica alle altre utenze non domestiche, che sono tenute a conferire direttamente i propri rifiuti presso le isole ecologiche comunali.

Il tributo è dovuto nella misura del 20% della tariffa nei periodi di mancato svolgimento del servizio di gestione dei rifiuti, ovvero di effettuazione dello stesso in grave violazione della disciplina di riferimento, nonché di interruzione del servizio per motivi sindacali o per imprevedibili impedimenti organizzativi che abbiano determinato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente.

 

AGEVOLAZIONI

1. Le agevolazioni sono applicate sulla base degli elementi e dei dati contenuti nella denuncia originaria o di variazione.

2. Per le scuole paritarie di ogni ordine e grado, alla tariffa si applica una riduzione del 70%.

3 .Nei casi di comprovata indigenza e su richiesta degli interessati, si procede all’esonero o allo sgravio totale del tributo a favore dei nuclei famigliari con redditi non superiori ad una sola pensione minima, sempre che non risultino altre forme di reddito o indici di agiatezza.

4. Le giovani coppie che abbiano contratto matrimonio nel corso dell’anno possono usufruire, a seguito di apposita richiesta, della riduzione nella misura massima del 30% della tariffa, qualora posseggano contemporaneamente i seguenti requisiti:

  1. quale giovane coppia deve intendersi 2 persone di sesso diverso che abbiano contratto matrimonio secondo rito civile o religioso, di età non superiore ad anni 35 al 1° gennaio dell’anno in corso;
  2. il reddito complessivo lordo ai fini irpef del nuovo nucleo famigliare non deve essere superiore alla somma massima di € 40.000,00. Il reddito complessivo lordo è dato dalla somma dei singoli redditi dei componenti il nuovo nucleo famigliare con riferimento all’anno precedente al matrimonio.
  3. il reddito complessivo lordo a fini irpef del nuovo nucleo famigliare deve derivare dal reddito di lavoro dipendente ed autonomo e da eventuali pensioni.
  4. la superficie dell’abitazione e relativa pertinenza da assoggettare alla tariffa non può essere superiore a mq 90.

La riduzione del presente comma ha effetto a partire dall’anno di riferimento . La riduzione può essere estesa fino a due periodi di imposta successivi all’anno di matrimonio.

5. Le agevolazioni, una volta concesse, non devono essere richieste per gli anni successivi fino a che persistano le condizioni che ne hanno determinato la concessione. Il venir meno di dette condizioni deve essere denunciato dagli interessati entro la data di presentazione della dichiarazione. In mancanza di tale denuncia il Comune provvede al recupero del maggior tributo dovuto, all’applicazione degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e delle sanzioni previste dalla normativa vigente. La tariffa decorrerà dal primo giorno solare successivo al momento del venir meno delle condizioni per l’agevolazione.

6. Qualora tra i componenti il nucleo familiare sia presente almeno una persona portatrice di handicap (con un minimo certificato di invalidità da handicap del 70%) oppure una persona anziana in condizioni certificate di non autosufficienza, il contribuente può usufruire, a seguito di apposita richiesta da presentare all’Ufficio Tributi, di una riduzione della tariffa nella misura del 10%.

7.I nuclei familiari con 5 componenti, di cui almeno 3 figli minori, la cui superficie abitativa non sia superiore ai mq. 105, nonché quelli con 6 o più componenti, di cui almeno 4 figli minori, la cui superficie abitativa non sia superiore ai mq. 200, possono usufruire, a seguito di apposita richiesta da presentare all’Ufficio Tributi, di una riduzione della tariffa nella misura del 10%.

8. Le agevolazioni di cui ai commi 6 e 7:

  1. sono tra loro cumulabili;
  2. non sono applicabili ai nuclei familiari residenti in immobili appartenenti alle categorie catastali dei gruppi A1 (abitazioni di tipo signorile) – A8 (abitazioni in ville) – A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici).

 

CUMULO DI RIDUZIONI E AGEVOLAZIONI

Qualora si rendessero applicabili più riduzioni o agevolazioni, ciascuna di esse opera sull’importo ottenuto dall’applicazione delle riduzioni o agevolazioni precedentemente considerate, nel limite massimo complessivo dell’80% della tariffa.

 

DETERMINAZIONE DELLA TARIFFA

1. Il Consiglio Comunale deve approvare le tariffe della tassa entro il termine fissato da norme statali per l’approvazione del bilancio di previsione; la tariffa deve essere determinata in conformità al piano finanziario del servizio di gestione dei rifiuti.

2. La tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, sulla base delle disposizioni contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.

3. La tariffa è composta da una quota fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per opere e ai relativi ammortamenti, e da una quota variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, alle modalità del servizio fornito e all’entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio, compresi i costi di smaltimento.

4. Le tariffe sono determinate ricomprendendo anche i costi di cui all’articolo 15 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, relativi alla realizzazione e all’esercizio dell’impianto di discarica.

5. Le tariffe di riferimento sono articolate in due fasce di utenza, domestica e non domestica, e applicate ai soggetti passivi sulla base dell’inserimento di questi ultimi all’interno della fascia corrispondente. L’Amministrazione Comunale individua la ripartizione dei costi del servizio per ogni fascia d’utenza secondo criteri razionali, in modo che sia assicurata la copertura integraledei costi.

6. All’interno di ogni fascia di utenza, determinata ai sensi del comma precedente, l’Amministrazione Comunale stabilisce le tariffe di riferimento per ogni categoria, mediante l’applicazione dei coefficienti di produttività dei rifiuti.

 

CALCOLO DELLA TASSA DOVUTA

Con deliberazione del Consiglio Comunale n. 39 del 30/7/2014 sono state approvate le TARIFFE TARI per l’anno 2014.

 

TARIFFE TARI ANNO 2014

 

UTENZE DOMESTICHE

 

Fascia (n) componenti nucleo abitativo TF (€/mq) TV(€/N)
FASCIA A 1 0,78 57,23
FASCIA B 2 0,91 103,02
FASCIA C 3 1,02 117,32
FASCIA D 4 1,11 148,80
FASCIA E 5 1,20 165,97
FASCIA F > 5 1,27 194,59

 

COME  SI  CALCOLA  LA  TARI

Individuazione della  propria fascia di appartenenza, quindi: (TARIFFA  FISSA   X    MQ) + TARIFFA VARIABILE

 

UTENZE  NON  DOMESTICHE

 

Cod. Attività Produttive TF (€/mq) TV (€/mq) Tariffa (€/mq)
1 Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto 0,683 0,685 1,369
2 Cinematografi e teatri 0,735 0,716 1,451
3 Autorimesse e magazzini senza alcuna vendita diretta 1,025 0,982 2,007
4 Campeggi, distributori carburanti, impianti sportivi 1,367 1,432 2,799
5 Stabilimenti balneari 1,093 1,068 2,161
6 Esposizioni, autosaloni 0,871 0,863 1,735
7 Alberghi con ristorante 2,733 2,455 5,189
8 Alberghi senza ristorante 1,845 1,817 3,662
9 Case di cura e riposo 1,708 1,678 3,386
10 Ospedali 2,136 2,251 4,386
11 Uffici, agenzie, studi professionali 2,733 2,967 5,700
12 Banche ed istituti di credito 1,469 1,451 2,920
13 Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli 2,136 2,292 4,427
14 Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze 2,819 2,660 5,479
15 Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato 1,418 1,393 2,811
16 Banchi di mercato beni durevoli 3,041 2,983 6,024
17 Attività artigianali tipo botteghe: parrucchiere, barbiere, estetista 2,306 2,353 4,659
18 Attività artigianali tipo botteghe: falegname, idraulico, fabbro, elettricista 1,452 1,678 3,130
19 Carrozzeria, autofficina, elettrauto 1,862 1,831 3,693
20 Attività industriali con capannoni di produzione 1,196 1,483 2,679
21 Attività artigianali di produzione beni specifici 1,538 1,228 2,765
22 Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub 8,542 9,207 17,749
23 Mense, birrerie, amburgherie 8,286 8,139 16,425
24 Bar, caffè, pasticceria 5,979 6,637 12,617
25 Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari 4,186 4,194 8,380
26 Plurilicenze alimentari e/o miste 3,929 3,069 6,998
27 Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al taglio 8,542 8,593 17,135
28 Ipermercati di generi misti 4,681 4,593 9,274
29 Banchi di mercato genere alimentari 5,98 5,87 11,85
30 Discoteche, night club 3,26 3,21 6,47

 

COME  SI  CALCOLA  LA  TARI

Individuazione della  propria attività produttiva di appartenenza, quindi:   TARIFFA FISSA  +  TARIFFA VARIABILE)  x  MQ.

 

CODICE CATASTALE COMUNE DI MAGENTA DA INDICARE:              E801

 

 

CODICI F24  – TARI
Codice Tributo
3944 Tari
3945 Interessi
3946 Sanzioni

 

TRIBUTO PROVINCIALE

1. È fatta salva l’applicazione del tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione ed igiene dell’ambiente di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.

2. Il tributo provinciale, commisurato alla superficie dei locali ed aree assoggettabili a tributo, è applicato nella misura percentuale deliberata dalla Provincia o da autorità competente in sua sostituzione, sull’importo totale della TARI.

Per l’anno 2014, il tributo provinciale è stato stabilito nella misura del 5% con delibera della Giunta Provinciale n. Rep. Gen. 510/2013 del 17 dicembre 2013.

Il Tributo Provinciale viene versato insieme alla TARI ma verrà incassato dalla Provincia di Milano o da autorità competente in sua sostituzione.

 

VERSAMENTO

1. La TARI è corrisposta in base a tariffa commisurata ad anno solare coincidente con un’autonoma obbligazione tributaria.

2. Il Comune, ovvero il concessionario gestore del servizio, provvede all’invio ai contribuenti di un apposito avviso di pagamento, contenente l’importo dovuto distintamente per la tassa comunale ed il tributo provinciale, l’ubicazione e la superficie dei locali e delle aree su cui è applicata la tariffa, la destinazione d’uso dichiarata o accertata, le tariffe applicate, l’importo di ogni singola rata e le scadenza. L’avviso di pagamento deve contenere tutti gli elementi previsti dall’articolo 7 della Legge 212/2000.

3.Il versamento della TARI è effettuato secondo le disposizioni di cui all’articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997, ovvero tramite le altre modalità di pagamento offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali.

4. La TARI è versata esclusivamente al Comune di Magenta.

5. Per l’anno 2014, il versamento della prima rata avrà scadenza 30 settembre e la seconda rata 31 dicembre. Sarà consentito il versamento in unica soluzione con scadenza 30 settembre.

 

DICHIARAZIONE

1. I soggetti passivi del tributo devono dichiarare ogni circostanza rilevante per l’applicazione del tributo e in particolare:

  1. l’inizio, la variazione o la cessazione dell’utenza;
  2. la sussistenza delle condizioni per ottenere agevolazioni o riduzioni;
  3. il modificarsi o il venir meno delle condizioni per beneficiare di agevolazioni o riduzioni.

Le utenze domestiche residenti non sono tenute a dichiarare il numero dei componenti la famiglia anagrafica e la relativa variazione in quanto i cambiamenti di composizione della famiglia anagrafica vengono rilevati attraverso l’acquisizione delle rilevazioni anagrafiche, unicamente però per l’abitazione di residenza.

La tariffa verrà adeguata d’ufficio a partire dal 1 gennaio dell’anno successivo.

2. I soggetti passivi dei tributi presentano la dichiarazione entro il termine del 30 giugno dell’anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili al tributo.

3. La cessazione, nel corso dell’anno, dell’occupazione o conduzione dei locali ed aree, purché denunciata entro il 30 giugno dell’anno successivo, dà diritto all’esonero dall’obbligazione tributaria a decorrere dalla data di presentazione della denuncia di cessazione oppure, se più favorevole al contribuente, dalla data di inizio di una nuova utenza per i medesimi locali ed aree. E’ fatta salva l’applicazione delle sanzioni per ritardata denuncia.

4. In caso di mancata presentazione della denuncia entro i termini di cui al comma 2, il tributo non è dovuto per le annualità successive se l’utente che ha prodotto denuncia di cessazione dimostri di non aver continuato l’occupazione o la detenzione dei locali ed aree ovvero se la tassa sia stata assolta dall’utente subentrante a seguito di denuncia o in sede di recupero d’ufficio.

5. Le variazioni intervenute nel corso dell’anno, in particolare nelle superfici e/o nelle destinazioni d’uso dei locali e delle aree scoperte, che comportano un aumento di tariffa producono effetti dal giorno di effettiva variazione degli elementi stessi, anche se la presentazione della denuncia è avvenuta successivamente a tale data. Il medesimo principio vale anche per le variazioni che comportino una diminuzione di tariffa, a condizione che la dichiarazione, se dovuta, sia prodotta entro i termini di cui al comma 2, decorrendo altrimenti dalla data di presentazione. Le variazioni di tariffa saranno di regola conteggiate a conguaglio.

6. Nella dichiarazione delle unità immobiliari a destinazione ordinaria devono essere obbligatoriamente indicati i dati catastali, il numero civico di ubicazione dell’immobile e il numero dell’interno, ove esistente.

7. Per quanto concerne la dichiarazione della TARI occorre fare riferimento al Regolamento di applicazione dell’Imposta Comunale Unica (I.U.C.) del Comune di Magenta.