AMBROSIA

Alcune zone della Lombardia sono infestate dalla pianta “Ambrosia” e tra queste vi è il nostro territorio che insieme al sud della Provincia di Varese rappresenta la zone più infestata in Italia ed una delle zone più infestate a livello europeo.

Questa pianta è causa di allergie in una percentuale elevata di popolazione.

I Comuni di  MAGENTA, ABBIATEGRASSO, BERNATE TICINO, BUSCATE, BUSTO GAROLFO, CORBETTA,DAIRAGO,  MAGNAGO, MARCALLO CON CASONE, MESERO, ROBECCHETTO CON INDUNO, ROBECCO SUL NAVIGLIO E SANTO STEFANO TICINO in collaborazione con ATS Milano Città Meropolitana collaborano da diversi anni per affrontare il problema della diffusione nel nostro territorio dell’Ambrosia, promuovendo campagne di informazione e prevenzione, e predisponendo apposita ordinanza.

Ulteriori indicazioni sono disponibili sul sito di ATS.

Si ricorda che relativamente ai terreni interessati dal fenomeno “Ambrosia” sono necessari periodici interventi di manutenzione e pulizia mediante sfalci.

Gli sfalci devono essere eseguiti prima della maturazione delle infiorescenze (abbozzi di infiorescenza 1-2 cm) e assolutamente prima dell’emissione di polline. Pertanto si deve intervenire su piante alte mediamente 30 cm, con un’altezza di taglio più bassa possibile.

Per evitare la diffusione di tale pianta, gli sfalci devono essere eseguiti nei seguenti periodi:

·         I sfalcio ultima settimana di luglio

·         II sfalcio tra la fine della seconda decade e l’inizio della terza decade di agosto

In alternativa agli sfalci è possibile utilizzare altri metodi di contenimento dell’Ambrosia, da eseguire con gli opportuni accorgimenti, come riportato nell’Allegato tecnico alla nota della Direzione Generale Sanità prot.n. H1.2015.0013206 del 05.05.2015:

–         In ambito agricolo: inerbimento permanente, trinciatura, diserbo, aratura e discatura;

–         In ambito urbano: pacciamatura e estirpamento.

Per quanto riguarda le aree agricole è ammissibile l’esecuzione di un solo intervento da effettuarsi nella prima metà di agosto, basandosi però su un’attenta osservazione delle condizioni in campo e intervenendo sempre prima della fioritura. Prevedere un ulteriore intervento, in caso di ravvisata necessità, in corrispondenza all’inizio di settembre se la stagione climatica dovesse favorire un eccessivo ricaccio con fioritura.

L’Ordinanza sindacale prevede sanzioni per chiunque viola le presenti disposizioni, e pertanto non effettuerà i tagli previsti, ed il terreno verrà trovato in condizioni di abbandono, con presenza di Ambrosia:

da € 50 a € 200 per un’area fino a 2000 m2;

da € 200 a € 500 per un’area oltre i 2000 m2;

 

Da evidenziare a tal proposito che l’esperienza di ATS Milano Città Metropolitana è stata ritenuta interessante a livello internazionale, tant’è che ATS partecipa con un proprio rappresentante, la Dott.ssa Maira Bonini, in qualità di delegato nazionale insieme al Dott. Maurizio Vurro del CNR di Bari, ad un progetto europeo avviato a fine 2012 su questa tematica, la COST ACTION SMARTER (Sustainable Management of Ambrosia artemisiifolia in Europe).

SMARTER è una rete interdisciplinare di esperti (più di 120 partecipanti provenienti da 33 paesi) attualmente coinvolti nel controllo dell’ ambrosia, operatori sanitari, biologi, ecologi, economisti, e modellatori atmosferici e agricoli. L’obiettivo è quello di creare un forum per discutere la gestione a lungo termine e di opzioni di monitoraggio e lo sviluppo di nuove soluzioni di gestione innovative, come ad esempio una sinergia tra le misure di controllo biologico, chimico-fisiche e di gestione della vegetazione, e di valutare il loro costo-efficacia nel mitigare gli effetti dell’Ambrosia.

In tale contesto sono stati avviati nel 2014 degli studi sul coleottero Ophraella communa, che si è diffuso accidentalmente nella zona e che si ciba preferenzialmente delle foglie delle piante di ambrosia, provocandone il disseccamento e impedendone di fatto la pollinazione e che dal 2013 ha contribuito notevolmente alla diminuzione delle concentrazioni di polline aerodisperso. (Riferimento bibliografico: Bonini M, Šikoparija B, Prentović M, Cislaghi G, Colombo P, Testoni C, Grewling Ł., Lommen S , Müller-Schärer H, Smith, M.  Is the recent decrease in airborne Ambrosia pollen in the Milan area due to the accidental introduction of the ragweed leaf beetle Ophraella communa? Aerobiologia 2015;10.1007/s10453-015-9380-8)

Interessante è la conclusione dello studio effettuato in questi anni che evidenzia come le condizioni meteo del 2014 (caratterizzate da un clima caldo e piovoso) non siano sufficienti a spiegare i bassi livelli di quantità di polline di Ambrosia riscontrati annualmente nei mesi di Agosto e di Settembre. Inoltre si è rilevato che la presenza di Ophraella communa  ha ricoperto un ruolo importante nella diminuzione dei livelli di polline monitorati nella zona di Milano anche durante tale anno. Ricerche future, alcune delle quali già avviate, permetteranno di approfondire l’effetto delle condizioni meteo sullo sviluppo di Ophraella communa  e il suo impatto sulla sopravvivenza delle piante di Ambrosia, sulla produzione e il rilascio del suo polline anche lungo gradienti altitudinali a partire dall’area a Nord di Milano.

Un campo di studio è nel Comune di Magernta in prossimità del Cimitero.