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Piazza Liberazione: necessario l’abbattimento di un albero per motivi di sicurezza

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L’Amministrazione informa la cittadinanza che nei prossimi giorni si procederà all’abbattimento dell’albero identificato con il n. 2652, sito sul lato ovest di Piazza Liberazione. Si tratta di una decisione assunta esclusivamente per ragioni di sicurezza

Data di pubblicazione:

02 Ottobre 2026

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L’Amministrazione comunale informa la cittadinanza che nei prossimi giorni si procederà all’abbattimento dell’albero identificato con il n. 2652, situato sul lato ovest di Piazza Liberazione.
Si tratta di una decisione assunta esclusivamente per ragioni di tutela della pubblica incolumità, al termine di un lungo percorso di monitoraggio e interventi finalizzati alla conservazione della pianta.
“Voglio rassicurare sul fatto che a Magenta non si mettono in pratica tagli indiscriminati e sistematici delle piante sul nostro territorio”, spiega il Vicesindaco e Assessore all’Ecologia Simone Gelli. “Esiste un lavoro, invece, molto minuzioso che abbiamo iniziato tre anni fa, volto a mettere in sicurezza tutto il nostro patrimonio arboreo. La nostra città, durante questo mandato amministrativo, si è dotata, in collaborazione con Asm, di agronomi che ci seguono costantemente. Sono state censite più di 6000 piante, compresi tutti gli alberi monumentali presenti sul nostro territorio in collaborazione con il Ministero dell’agricoltura, sovranità alimentare e foreste. Gli agronomi controllano lo stato di salute delle nostre piante e stilano per noi relazioni molto dettagliate, che ci aiutano a capire il loro stato di salute delle nostre piante e guidano nelle soluzioni qualora si rilevi che una pianta è malata oppure a rischio caduta ad esempio”.
Già alla fine del 2018 l’albero in questione aveva manifestato gravi criticità strutturali, con una profonda spaccatura verticale e una significativa ferita accompagnata da perdita di linfa nella zona di biforcazione delle branche principali. Per preservarne la stabilità si era intervenuti immediatamente con una potatura straordinaria di alleggerimento e con un sistema di consolidamento installato su due livelli.
Negli anni successivi la pianta è stata costantemente controllata e sottoposta a interventi periodici di contenimento della chioma e verifica dei dispositivi di consolidamento, al fine di ridurre il rischio di cedimenti. Tuttavia, il trascorrere del tempo e il permanere della fenditura verticale lungo il punto di unione delle due grandi branche principali hanno determinato una situazione di crescente fragilità strutturale.
Tale lesione rappresenta infatti un punto di particolare debolezza dell’albero, soggetto a possibili aggravamenti in presenza di eventi atmosferici intensi, forti venti, precipitazioni nevose o altri carichi meccanici che possono compromettere ulteriormente la stabilità della pianta.
La valutazione tecnica ha pertanto evidenziato la necessità di procedere all’abbattimento quale misura indispensabile per garantire la sicurezza delle persone, considerata anche la posizione dell’albero all’interno della nuova Piazza Liberazione, luogo centrale e particolarmente frequentato dalla cittadinanza.
“È una decisione necessaria, assunta sulla base delle valutazioni tecniche e nell’interesse della sicurezza dei cittadini. Negli anni si è fatto tutto il possibile per conservare la pianta, attraverso interventi e monitoraggi costanti, ma oggi le sue condizioni non consentono ulteriori rinvii. Il progetto di riqualificazione della piazza prevede comunque la messa a dimora di nuove alberature, con l’obiettivo di rafforzare e rinnovare il patrimonio verde dell’area attraverso esemplari idonei a garantire sicurezza, qualità paesaggistica e sviluppo nel lungo periodo”, commenta l’Assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Pelizzari.
“Siamo consapevoli del valore ambientale e affettivo che gli alberi rivestono per la comunità e ribadiamo che ogni scelta in materia di patrimonio verde viene sempre assunta privilegiando, ove possibile, la conservazione degli esemplari esistenti. In questo caso, tuttavia, le condizioni riscontrate non consentono ulteriori soluzioni alternative compatibili con le necessarie garanzie di sicurezza”, concludono i due esponenti dell’Amministrazione Del Gobbo.

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Ultimo aggiornamento: 02/10/2026, 19:23
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