Magenta, 14 aprile 2026 – Magenta si prepara all’avvio ufficiale dell’iter della Variante Generale al Piano di Governo del Territorio. Il Sindaco Luca Del Gobbo e l’Assessore all’Urbanistica Simone Gelli hanno presentato in conferenza stampa il deposito della VAS (Valutazione Ambientale Strategica), primo passaggio formale di un percorso che porterà il documento in Consiglio Comunale entro luglio 2026, con approvazione definitiva prevista entro la fine del 2026.
Il piano nasce da un lavoro durato poco più di un anno e mezzo, costruito attraverso un confronto ampio con la città, le forze politiche e i soggetti sociali ed economici del territorio. “Il piano di governo del territorio è qualcosa che abbraccia tutta la città e non deve essere cosa di pochi intimi”, ha sottolineato Gelli, evidenziando il metodo partecipato che ha accompagnato la predisposizione.
Al centro della Variante c’è una visione chiara: rilanciare Magenta senza snaturarne l’identità. “Il PGT che porteremo al prossimo Consiglio Comunale è un piano che vuole rilanciare Magenta: una città che rimane a misura d’uomo, 27 mila abitanti, con servizi commisurati e che non si conurba con le realtà vicine”, ha dichiarato il Sindaco Del Gobbo. “In poco più di un anno il nuovo PGT è pronto: alle promesse facciamo seguire i fatti”.
Il nuovo strumento urbanistico punta a coniugare crescita economica, sostenibilità ambientale e qualità della vita, superando la fase di stallo degli ultimi anni e restituendo alla città una prospettiva di sviluppo concreta. In questo quadro si inserisce anche il dato sul consumo di suolo, che evidenzia un bilancio ecologico positivo: a fronte di nuove previsioni edificatorie, il piano introduce una riduzione complessiva che porta il saldo a -1.390 metri quadrati.
Uno degli assi portanti del PGT è il recupero delle aree dismesse. Il piano individua in modo puntuale alcuni ambiti strategici – dall’ex Pastificio Castiglioni all’ex deposito ATM, fino all’ex Fornaroli, ex Plodari ed ex Vincenziana – introducendo maggiore flessibilità per favorire l’intervento degli operatori privati.
“Chi vuole venire a Magenta e insediarsi oggi lo può fare, non ha più vincoli di sorta», ha spiegato Gelli. “Magenta si sta riproponendo sull’Ovest Milano come un’area davvero importante di sviluppo e vogliamo intercettare questa opportunità”.
Un’attenzione particolare è rivolta anche alle grandi aree strategiche della città, tra cui l’ex Saffa, attualmente oggetto di un approfondito confronto con la nuova proprietà. In questi mesi si stanno definendo possibili scenari di rigenerazione, in coerenza con gli indirizzi del PGT.
Accanto allo sviluppo urbanistico, il piano rafforza il ruolo di Magenta come polo attrattivo per imprese, servizi e nuovi investimenti, anche grazie alla sua posizione strategica e ai collegamenti infrastrutturali. La pianificazione tiene conto delle opportunità legate a Malpensa, al sistema metropolitano milanese e ai grandi eventi come le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.
Un capitolo centrale è dedicato al verde e alla qualità urbana. Il PGT integra infatti un vero e proprio masterplan ambientale, in connessione con il Parco del Ticino, che punta a strutturare in modo organico il sistema degli spazi aperti. “Siamo uno dei pochissimi comuni che ha unito la programmazione territoriale a quella del verde», ha evidenziato Gelli.
“Non siamo per gli slogan, ma per fare cose concrete che la gente vede: già quest’anno sono previsti interventi per oltre 300 mila euro, con la creazione di nuovi spazi verdi”.
Il piano affronta anche il tema della mobilità, con nuove soluzioni viabilistiche pensate per alleggerire il traffico nel centro storico e migliorare i collegamenti, in parallelo con i progetti infrastrutturali sovracomunali.
Le tempistiche dell’iter sono definite: conclusione della fase di VAS entro maggio, primo passaggio in Consiglio Comunale entro luglio e approvazione finale entro dicembre.
“C’è chi porta il PGT a ridosso delle elezioni”, ha concluso il Sindaco Del Gobbo. “Noi lo approveremo quasi un anno prima: è una questione di stile, di modo di lavorare e di rapporto con la città”.